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Guarda i video, scopri i nostri contenuti

Nella sezione I MANIFESTI scopri le presentazioni in formato video. Oltre ad essere delle piccole gallerie tematiche che offrono una visione sintetica del vasto mondo pacifista e della sua storia, possono essere strumento divulgativo in diverse iniziative culturali (conferenze, mostre) attraverso la semplice proiezione, ma anche materiali per progetti scolastici che possono essere declinati in base alla disciplina per stimolare riflessioni e produzioni didattiche varie (ad es. testi in italiano o in lingua, elaborati artistici e/o multimediali) e che potrebbero entrare nei percorsi di Educazione civica.

"I manifesti raccontano"

“Siamo in trappola” sembra dire il manifesto qui presentato. In realtà il messaggio dell’autrice che l’ha concepito è “attenti a non cascare nella trappola”. Si riferisce alla trappola dei condizionamenti ai quali siamo sottoposti, la trappola dei luoghi comuni ai quali restiamo aggrappati, la trappola dei meccanismi di funzionamento del nostro modello di sviluppo consumistico e energivoro che considera la guerra inevitabile.

L’invito di Luba Lukova è di prendere coscienza di tutto ciò e di formarsi un proprio punto di vista, ribellandosi agli stereotipi della cultura dominante. Così come Ivan Illich, con la parola e con i testi, lancia la sua critica radicale alle istituzioni moderne, in primis la scuola, così la Lukova, artista di origini bulgare operante negli Stati Uniti, usa metafore visive per portare all’attenzione dell’opinione pubblica problematiche sociali importanti.

Questo manifesto fa parte di una serie di manifesti dedicati alla giustizia sociale e utilizzati nel 2008 per celebrare la vittoria elettorale e l'insediamento di Barack Obama alla presidenza degli USA. Alcuni di questi manifesti sono stati donati al CDMPI dal Museo per la Pace (“Vredes Museum”) di Delft (Olanda), nel 2022, insieme ad altri 450.

Le opere di Lukova sono presenti nelle collezioni permanenti di diversi musei nel mondo.


Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Agosto 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

"I manifesti raccontano"

 

Il manifesto giapponese vuole essere una metafora di quanto la loro Costituzione, approvata nel 1946, prevede all’articolo 9: “Aspirando sinceramente ad una pace internazionale fondata sulla giustizia e sull’ordine, il popolo giapponese rinunzia per sempre alla guerra, quale diritto sovrano della Nazione, ed alla minaccia o all’uso della forza quale mezzo per risolvere le controversie internazionali.” L’immagine raffigura un albero circondato da varie forme di vita, animali, vegetali e umane, coinvolte in un movimento che si immagina progressivamente in grado di generare una foresta.

L’albero nella religione taoista, rappresenta un collegamento tra divino e umano, tra cielo e terra, elemento di unione tra i viventi, ma anche elemento di diffusione e protezione della vita.

Così è, e deve essere, una Costituzione: un insieme di principi fondanti l’esistenza di una comunità, principi che una volta affermati sulla carta devono essere perseguiti e tradotti materialmente nelle scelte politiche e di governo di un Paese. La costituzione giapponese, fortemente caratterizzata in senso pacifista, si spinge oltre a quanto prevede la stessa costituzione italiana (che “ripudia la guerra”) in quanto contempla “per sempre” l’abolizione delle forze armate.

Purtroppo, nel corso degli anni e sulla base di interpretazioni arbitrarie e tendenziose, l’articolo 9 è stato disatteso (come è successo per l’articolo 11 italiano) portando il Giappone ad una parziale ricostituzione delle Forze Armate. Ora l’attuale leadership, nel clima di progressiva militarizzazione della società, punta addirittura a riformare la Costituzione modificando la clausola pacifista. Ciò sta generando preoccupazione e scalpore nel paese dove le manifestazioni contro la guerra e contro la torsione autoritaria si stanno moltiplicando con movimenti spontanei dal basso in difesa della Costituzione e della democrazia.


Articolo per Casalecchio Notizie, bimestrale, Giugno 2026 | A cura del CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale

Evento ufficiale del Bologna Peacebuilding Forum 2026 (6-8 Maggio)

event poster

Un'esposizione che mette in dialogo manifesti pacifisti internazionali storici e fotografia contemporanea. La mostra esplorerà la pace non come un semplice traguardo, ma come un processo da dichiarare, difendere, praticare e sostenere ogni giorno!

La mostra è organizzata in collaborazione con CDMPI e Imagine Peace.

🗓️5-20 Maggio
📍Ex Dynamo (Via Indipendenza 71z, Bologna)
🎟️ Ingresso libero
🔗 BPF26 programma: https://www.peacebuilding.eu/2026-programme/

Organizzato da: Agency for Peacebuilding (AP) 

Sappiate che prima o poi si apriranno di nuovo i grandi viali per i quali passerà l’Uomo Libero, per costruire una società migliore. Viva il Chile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Salvador Allende, 11 settembre 1973

Flashmob Europe for Peace, Bologna, 2022

David Muñoz Gutiérrez è nato in Chile nel 1949, dove ha vissuto fino al 1974, quando dopo il golpe è arrivato in Italia come esiliato politico. Iscritto alla Gioventù socialista dal 1964, dall’ottobre del 1972 fu segretario generale del Partito Socialista fino all’11 settembre 1973.

All’inizio ha vissuto in diverse città – Roma, Novate milanese, Palermo – finché dall’ottobre 1979 si stabilisce a Bologna.

“ Sempre ho trovato la solidarietà di tanti lavoratori e il riconoscimento della mia partecipazione all’attività sindacale e alle battaglie per migliorare la situazione generale dei lavoratori. Ultimamente, a più di 40 anni dal golpe ho avuto la possibilità di spiegare ancora una volta ad alcuni giovani di oggi ciò che è stata la nostra esperienza (n.d.r. della Unidad Popular e di Allende) e come è finita a causa dell’imperialismo nordamericano.”                                                                                      David M. Gutiérrez, Cile, una storia come tante, traduzione dallo spagnolo di Patricia Tough,  Bologna 2019, p. 99

a sinistra: David, 100 anni di pace, Torino, 2018

Dal 2009, grazie all’incontro con Vittorio Pallotti, ha collaborato attivamente con il CDMPI, impegnandosi sia nelle attività di gestione dei manifesti che contribuendo alle iniziative espositive. Ha partecipato con il CDMPI a molte manifestazioni pacifiste nonviolente, a livello locale e nazionale (fra cui le Marce della pace Perugia-Assisi).

David ci ha lasciati il 6 aprile scorso, e rimarrà sempre nella nostra memoria.